IL MANAGER DELLA FELICITÀ

Ciao a tutte/i, oggi mi sono imbattutta in un articolo del corriere della sera:

Il manager della felicità arriva in azienda

14 OTTOBRE 2015 | di

”Niente più musi lunghi in ufficio. Perché la felicità rende maggiormente produttivi (e senz’altro aiuta a vivere meglio). Lo hanno capito per primi gli americani. Molte aziende statunitensi sono infatti alla ricerca dello chief happiness officer (cho), ovvero del dirigente addetto della felicità dei dipendenti. Il loro obiettivo? Semplice: portare gioia e soddisfazione tra i lavoratori. Ma raccontare una barzelletta non basta.

Non è sufficiente strappare una risata per migliorare la qualità delle relazioni. Ma si lavora di più (e con maggiore profitto) se la felicità contribuisce a stimolare e coltivare i talenti. Rendendo l’ambiente di lavoro un luogo più gradevole, be’, la produttività aumenta. E aumentano perfino le capacità – individuali e collettiva – di affrontare nuove sfide. Ne è convinto Alexander Kjerulf, consulente aziendale e cofondatore di WooHoo inc – Happiness at work.

Insomma, portare la felicità in azienda non significa rinunciare ai profitti e al senso degli affari. Tutt’altro. Perché se essere felici migliora ogni aspetto della vita privata e professionale, allora significa che i manager della felicità possono (anche) ribaltare gli stereotipo aziendali.

Ikea, Google e Lego ci stanno provando. Ma la strada sembra in salita. Agli chief happiness officer è richiesta la capacità di tirare fuori il meglio dalle persone. Ma soprattutto devono essere… felici. Questo è il primo (essenziale) requisito.

«Stiamo parlando di una figura che deve naturalmente ispirare la felicità negli altri. Deve essere simpatico e divertente. Ma deve anche avere idee e molta, moltissima energia» ha spiegato Kjerulf al Guardian. «Oltre alla felicità c’è un altro requisito fondamentale per il cho: deve realmente preoccuparsi del benessere dei dipendenti».

Quel benessere che nelle benefit corporation – di cui abbiamo parlato un po’ di tempo fa – crea un binomio perfetto con sostenibilità.

Ebbene, lavorare stanca. Ma parafrasando Pavese potremmo dire che può anche rendere felici. Ed è bello credere che sia davvero possibile.”

E niente ragazzi, questo articolo mi ha davvero colpita, e volevo condividerlo con voi. Credo non abbia bisogno di altri commenti, come dice l’autore, è davvero bello credere che sia possibile.

Un bacione

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2 pensieri su “IL MANAGER DELLA FELICITÀ

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