Blogger Recognition Award: 15 blog da non perdere

thelearnify-3-blogger-recognition-award-imageCredits: http://www.projectbiy.com/

Cosa sono i Blogger Recognition Awards?

Si tratta della possibilità di dare maggiore visibilità, attraverso ”nomination” , a 15 blog emergenti che riteniamo interessanti. E’ sicuramente un bel riconoscimento ed una spinta a fare sempre meglio: uno stimolo in più per continuare su questa strada ancora così lunga, ma che mi sta dando tante soddisfazioni e mi permette di fare nuove conoscenze e amicizie 🙂

Gio di LEISURE AND BEAUTY HACKS, mi ha nominata tra i blog emergenti che secondo lei meritano di essere visitati 🙂

Oltre che a ringraziarla tantissimo, mi sembra giusto ricambiare e indicarvi a mia volta 15 blog che secondo me dovreste passare a dare un’occhiata ❤

Ci sono però delle regole semplicissime da seguire:

  1. Sia sul vostro blog che sulla vostra pagina Facebook ringraziate il/la blogger che vi ha nominati e inserite il link al suo blog
  2. Scrivete un post per mostrare il premio di riconoscimento
  3. Raccontate brevemente com’è nato il vostro blog
  4. Date alcuni consigli ai nuovi blogger
  5. Nominate altri 15 blogger ai quali desiderate passare il premio di riconoscimento
  6. Lasciate un commento sul blog e sulla pagina FB di chi vi ha nominato, allegando il link al vostro post

Come è nato ElebBlog?

ElebBlog è nato dalla mia voglia di scrivere e raccontare di ciò che mi piace, senza la presunzione di diventare chissà chi. Eppure c’è qualcuno che, nelle radici più più profonde dei social e del web in generale, ti apprezza e ti nota. Perché ElebBlog non è solo una lampadina che mi si è accesa nella testa da un momento all’altro, ma è il frutto di riflessioni, emozioni e testardaggine.

Ho aperto il mio blog nel 2015 per divertimento e perché l’idea di avere un portare online da condividere con le persone mi elettrizzava. Non ho mai badato ai numeri dei follower, anzi pensavo che mai nessuno avrebbe seguito quello che scrivevo, e invece ora siamo a più di 1090 iscritti. Davvero non ho parole.

Ho sempre scritto per passione, senza un piano editoriale e con una frequenza sporadica ( lo so, su questo aspetto dovrei migliorare). Grazie al mio blog ora scrivo per diversi Magazine Online e collaboro da remoto con alcuni brand (chissà come mi hanno trovato ahahha).

Non posso definirmi una fashion blogger e nemmeno una blogger: devo imparare ancora molto di questo mondo, ma faccio del mio meglio. Voi come mi definireste?

Consigli per i/le nuove/i Blog

  1. Il primo consiglio che ci tengo a dare ai nuovi blogger è di scrive di ciò che vi piace: cercate sempre di essere fedeli a voi stessi. Se avete aperto un blog è perché avete qualcosa da dire, non dimenticate mai di comunicare in modo autentico e sincero a chi vi legge.
  2. Cercare di essere costanti nel pubblicare contenuti, soprattutto all’inizio, è molto importante: questo consiglio dovrei darlo anche a me stessa a dire la verità xD
  3. Non dimenticate mai che le condivisioni sui social sono fondamentali 🙂

Le mie Nomination

E’ davvero difficile scegliere, sono in tanti ad avere affrontato questo percorso come me, e so quanto può essere faticoso far emergere il proprio lavoro.

In comune, dietro ad ognuna di queste pagine o blog ( come si vuole chiamarle) c’è la passione con cui vengono gestite. Si parla di beauty, arte, viaggi, cucina, moda e chi ne ha più ne metta…le ragazze e i ragazzi che ci lavorano, lo fanno al meglio, cercando ogni giorno di migliorarsi e di regalare contenuti sempre più originali ai propri lettori.

Ad ogni modo, ecco finalmente le mie nomination per il Blogger Recognition Award

1 Shop and Fly

2 L di Laura

3 Asia Makeup

Makeup_Cosmetics

MartaBattista

6 She is Mapi

7 Pistacchi di carta

8 Cipria Glamour Blog

9 Loshame

10 BeBiBi

11 Makeup Addicted Ossessioni Cosmetiche

12 Muatyland

13 Styling Rebecca

14 Ci vediamo a cena

15 Vaniglia Vintage

Un bacio

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La Terra di Mezzo: L’Ombra della Guerra appassionerà i giocatori amanti de Il Signore degli anelli?

La Terra di Mezzo: L’Ombra della Guerra, forgia il tuo esercito e sconfiggi il terribile Signore Oscuro, niente sarà dimenticato!

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Con La Terra di Mezzo: L’Ombra della Guerra, a distanza di tre anni la Warner Bros ha deciso di riportare Talion e Celebrimbor sul piccolo schermo e proporre il sequel della loro fantastica avventura, andando a colmare ancora di più l’arco narrativo che da Lo Hobbit a La Compagnia dell’Anello era stato lasciato molto all’immaginazione.

I due personaggi ora, dovranno spingersi oltre le linee nemiche per creare un esercito e far ribellare tutto Mordor contro Sauron, il Signore Oscuro. Nel nuovo gioco, i gameplayers saranno in possesso di un nuovo Anello del Potere e dovranno affrontare i nemici più letali, in una battaglia per la Terra di mezzo, a dir poco epica.

Tutti i giocatori saranno coinvolti in un mondo decisamente più ricco, personale ed espansivo, pieno di eroi e malvagi famosi: immancabili saranno le località difficili da dimenticare, nemici originali e ancora più personaggi con storie tutte nuove da raccontare.

Il videogioco sarà disponibile per Xbox One, Xbox Project Scorpio, PC Windows 10 (Windows Store e Steam), PlayStation 4 e PlayStation 4 Pro dal 10 ottobre 2017.

Inoltre Microsoft, ha annunciato che il gioco farà parte del programma Play Anywhere, ma cosa significa?

Vuol dire che potrà essere acquistato una volta, scaricato e giocato sia su Xbox One che su PC (in questa versione solo attraverso Windows Store e su Windows 10), con la possibilità di condividere i salvataggi, gli obiettivi e progressi vari. Il comunicato menziona anche Xbox Project Scorpio, inserito anche lui come piattaforma del programma Play Anywhere.

Diverse edizioni speciali per tutti gli amanti dell’action game tanto atteso

Oltre alla Verisone standard a circa 70 euro, sono previste 3 edizioni speciali de La Terra di Mezzo: L’Ombra della Guerra.

La Silver Edition al prezzo di circa 90 euro include:

La Terra di Mezzo: L'Ombra della Guerra_Silver_Edition

  • Espansione Nemesis Tribù del Massacro
  • Espansione Nemesis Tribù dei Fuorilegge
  • Scrigno della Guerra d’Argento.
  • Le espansioni includono una tribù di Orchi inedita con nuovi nemici, seguaci, missioni, abilità, armi, aggiornamenti delle Fortezze e delle regioni selvagge e un Set Equipaggiamento Mitico.

La Gold Edition al prezzo di circa 109 euro include:

La Terra di Mezzo: L'Ombra della Guerra_Gold Edition

  • Espansione Nemesis Tribù del Massacro
  • Espansione Nemesis Tribù dei Fuorilegge
  • Espansione della storia La Lama di Galadriel
  • Espansione della storia La Desolazione di Mordor
  • Scrigno della Guerra d’Oro
  • Le espansioni della storia introducono una campagna inedita, nuovi personaggi giocabili e abilità, missioni secondarie, nemici, alleati e tanto altro.

La Mithril Edition a circa 299 euro include:

La Terra di Mezzo: L'Ombra della Guerra_Mithril Edition

  • Espansione Nemesis Tribù del Massacro
  • Espansione Nemesis Tribù dei Fuorilegge
  • Espansione della storia La Lama di Galadriel
  • Espansione della storia La Desolazione di Mordor
  • Action Figure in edizione limitata di Tar-Goroth Balrog contro Carnan Drake
  • Collezione di litografie esclusive
  • Confezione Premium con Anello del Potere magnetico
  • Esclusivo SteelBook
  • Colonna sonora ufficiale del gioco
  • Mappa di Mordor in tessuto
  • Pacchetto di adesivi delle tribù
  • Scrigno della Guerra d’Oro
  • Esclusivo Scrigno della Guerra di Mithril

Inoltre, preordinando il gioco, si ottiene la Squadra di combattimento Campioni leggendari e l’Epica Spada del Dominio.

Sistema Nemesis e Gameplay trailer ufficiale de La Terra di Mezzo: L’Ombra della Guerra

L’avventura e le grandi avvincenti battaglie in questo mondo sono portate in vita dall’espansione del pluripremiato sistema Nemesis: si tratta di una vera e propria innovazione per il gioco, in grado di creare strategie, storie uniche e personali, attraverso nemici generati da un paradigma di programmazione. Essi ricorderanno ogni incontro ed esperienza avuta con il protagonista: ogni generale inoltre, avrà una propria personalità, qualità e punti deboli differenti.

Il nuovo gioco espande questa innovazione introducendo seguaci che potranno creare nuove storie di lealtà, tradimento e vendetta. Il vice presidente di Monolith Productions, Michael de Plater, ha dichiarato: “L’obiettivo del sistema Nemesis è rendere ogni singolo nemico unico per il giocatore, così che possa creare le proprie storie e le proprie missioni di vendetta con questi nemici personali”.

In pratica, questo sistema rende unico ogni nemico con set di caratteristiche, abilità e personalità diverse e in continuo cambiamento. Come sappiamo, il sistema Nemesis rappresentò una delle novità focus di La Terra di Mezzo: L’Ombra di Mordor, per cui il team di produttori ha deciso di spingersi ancora oltre.

Il direttore artistico Philip Straub ha affermato: “Non intendiamo di certo riposare sugli allori con il sistema Nemesis, vogliamo essere sicuri di spingerlo al livello successivo. L’Ombra di Mordor è stato il nostro primo gioco open world. Il sistema Nemesis era nuovo e avevamo a che fare con tante cose nuove. Per cui credo che il nostro compito sia di mantenere le solide fondamento e di spingerci oltre in altre direzioni”.

Cosa vi aspettate da questo nuovo titolo ambientato nel mondo de Il Signore degli Anelli? Siete carichi? Gustatevi il Gameplay Trailer ufficiale!

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*Vi ricordo che se volete rimanere aggiornati sui nuovi contenuti del blog, vi basterà iscrivervi inserendo la vostra email :)*

Power Rangers coming soon nelle sale italiane!

È arrivato il nuovo trailer ufficiale italiano di Power Rangers, il film targato Lionsgate e Saban Films in arrivo nelle nostre sale italiane.

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Con l’uscita nelle sale italiane il 6 aprile 2017, i telespettatori entreranno in contatto con la nuova generazione dei Power Rangers. Sembrerebbe che chi l’abbia già visto negli Stati Uniti, sottolinei come il reboot veicolato nella pellicola sia totale, distanziandosi davvero molto e quasi rinnegando la serie originale Mighty Morphin Power Rangers andata in onda dal 1993. Rimarremo delusi o sorpresi?

Partendo dal principio, qual’è la trama di questa nuova versione del tanto conosciuto film fantascientifico?

Nell’immaginaria cittadina di Angel Grove, cinque adolescenti un po’ ribelli e spericolati, con problemi di integrazione, vengono scelti dal Destino per vestire i panni della nuova generazione di Power Rangers, guerrieri mascherati e colorati ( rosso, giallo più rosa, nero blu i colori Power Rangers”, recitava la sigla italiana) chiamati con l’incarico di proteggere la Terra dal male.

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Questa volta il male sarà interpretato dalla potente strega intergalattica Rita Repulsa che, sconfitta dalla vecchia squadra di eroi, è in cerca della sua tanto attesa vendetta. Grazie alle incredibili capacità acquisite e all’aiuto del mentore Zordon, i ragazzi capiranno che l’unico modo per proteggere la Terra, è quello di unire le forze e avere fiducia l’uno nell’altro.

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I Power Rangers originali in ogni caso, hanno generato molto successo che alla casa produttrice Saban, ha fruttato miliardi di dollari: ancora oggi, i fan ricordano con nostalgia le avventure dei fantastici eroi mascherati.
Se il film dovesse rivelarsi un successo, la Saban pare abbia intenzione di portare sul grande schermo un sequel da sviluppare in sei film: a confermarlo è stato Haim Saban, che ha prodotto e distribuito la serie tv degli anni 90. Durante un’intervista a Variety, ha dichiarato:

”Se il film avrà successo come spero, già il 25 marzo (il giorno successivo alla release in USA) faremo una riunione per il secondo film.”
Cosa ne pensate?

Bando alle ciance, gustatevi il trailer del film qui sotto e non mancate all’appuntamento nelle sale il 6 Aprile!

Credits foto: Pinterest

*Aggiornamenti*

Nuove clip in italiano del film 🙂

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Chiedo scusa <3

Ciao ragazze/i ❤ ❤

Lo so, ultimamente sto trascurando un po’ il mio piccolo spazio personale e questo mi rende triste 😦

Soprattutto mi dispiace per tutte quelle persone che ogni tanto si soffermano a leggere quello che scrivo. Magari non trovando contenuti nuovi ultimamente, potrebbero rimanerci male o decidere di non fare più un piccolo salto nella mia pagina…lo so non sono nessuno, ma a qualcuno magari, interessa davvero quello che scrivo ahahah

Ci sono giorni in cui penso che alla fine a nessuno gliene frega niente di quello che propongo qui, o che comunque se lo faccio o no non faccia la differenza a nessuno…ma se gli iscritti al mio blog ci sono, ci sarà un motivo no?

Che poi non siete lettori o ”seguaci”, ma semplicemente persone a cui piace leggere quello che scrivo e per questo vi ringrazio tantissimo. Quando ho aperto questo blog, non pensavo avrei avuto persone che lo leggessero ahahah

Sto passando un periodo di blocco, ma non il classico ”blocco dello scrittore”, più che altro blocco di tempo ahahah…anche perché quando riesco a mettermi un attimo al pc, la maggior parte delle volte realizzo gli articoli per i magazine con cui collaboro.

Spero continuate a seguirmi anche tramite le altre testate online :), le trovate tutte sulla home del mio blog, sul lato destro, ma in ogni caso vi metto i link qui:

Non penso di avere una vita speciale o importante, ma sono contenta che c’è qualcuno che apprezza quello che scrivo 🙂

Vi abbraccio tutti e a presto ❤

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Non sai mai quanto sei forte fino a quando essere forte è la sola scelta che hai.

Ciao ragazzi/e ❤

Questo sarà un articolo particolarmente insolito rispetto alle tematiche trattate generalmente sul mio blog: non potete capire quanto io sia felice ed emozionata a realizzarlo!

Ho conosciuto una ragazza davvero fantastica che purtroppo si porta dietro un peso che forse realmente in pochi possono capire: è per questo motivo che le ho chiesto di ”collaborare” con me, per far conoscere a più persone possibili cosa le è successo e come ha affrontato il tutto.

Chi meglio di lei può raccontarci la sua storia?

Buona lettura.

”Ciao a tutti , mi chiamo Alice, ho 20 anni e sono una sopravvissuta al cancro

Ho deciso  recentemente di aprire un Blog, dove poter raccontare della mia storia e di chiamarlo “Alice nel paese delle mer(d)aviglie”. Il titolo così ironico, rispecchia perfettamente il mio modo di affrontare la vita . Lo scopo di questo Blog per me, è aiutare le persone che stanno affrontando questa brutta malattia e infondere loro un po’ di speranza, e poi ovviamente aiutare me stessa, a sfogare tutta la rabbia e la tristezza che ho accumulato in questi ultimi anni. 

Non sono mai stata una persona in ottima salute, sono nata con una cardiopatia particolare e rara, ma non mi sarei mai aspettata di dover affrontare anche qualcosa di molto più grave, come un tumore. Avevo appena compiuto 18 anni , dovevo iniziare il mio anno di maturità e di certo a quell’età una persona, non si aspetterebbe mai di dover fare i conti con una cosa del genere. Quando l’ho scoperto è stato devastante, pensavo di morire, pensavo di non avere più un futuro davanti…ma poi per fortuna è arrivata la diagnosi.

Linfoma di Hodking Classico al III Stadio, uno dei tumori con la più alta percentuale di guarigione totale. Ci spiegarono che avrei dovuto fare sei mesi di chemioterapia e poi forse un po’ di radioterapia, e che me la sarei cavata alla grande in così poco tempo. Ma non è stato proprio così…

Molte persone affette dal Linfoma di Hodking guariscono subito….il restante 10% no, indovinate un po’ dove sono stata inserita io? Ahahah….

Dopo il primo anno di chemioterapie (2014-2015), dopo aver passato la maturità nonostante tutto, il mio linfoma decise di ricomparire dopo poco più di un mese dalla fine delle terapie, precisamente nel Luglio 2015. Così ho dovuto iniziare ad affrontare una seconda chemioterapia. Questa terapia è stata molto più difficile rispetto a quella iniziale: doveva essere somministrata in ricovero, invece l’altra mi era stata fatta fare in giornata. Quella precedente durava circa 5 ore, quest’ultima invece, circa 3 giorni.

L’estate del 2015 l’ho passata quindi prevalentemente in ospedale, ricoverata per fare la chemio o per combattere gli effetti collaterali che mi dava. Sono riuscita a fare solo due settimane di vacanza, stando relativamente bene: una nella mia casa in campagna e una a Palma di Maiorca. Avevo mandato al diavolo tutti i dottori e gli avevo fatto tardare il ciclo di chemioterapia haha…ma dopo tutto quello che avevo passato nell’anno precedente, avevo proprio bisogno di una vacanza

All’inizio di Settembre, dopo i soliti controlli, mi era stato riferito che questa chemio non aveva funzionato per niente e mi è stata cambiata di nuovo la terapia. Quella volta per fortuna, non si trattò di una chemio, ma di una terapia innovativa: per spiegarla in parole povere, si tratta di anticorpi monoclonali, che non ti fanno star male come la chemio , non ti fanno perdere i capelli e non hanno grossi effetti collaterali. 

Così i mesi di Settembre e Ottobre (2015) li passai stando bene, feci pure il test per l’università ma frequentai pochissime lezioni, perché ovviamente nemmeno questa terapia funzionò!

Da qui iniziò il periodo più difficile della mia vita, i medici iniziarono seriamente a preoccuparsi per me: mi mancava solo una terapia possibile, e se anche quella non avesse funzionato, sarei dovuta passare a fare le terapie sperimentali (non approvate e non ancora certificate dalla sanità). 

Questa terapia, l’unica che mi mancava da provare, è stata la più difficile di tutto il mio percorso: 24 ore di chemioterapia no-stop , ricoverata per circa 5 giorni per la somministrazione e altri 7 giorni nella fase in cui si abbassavano tutte le difese immunitarie. Dovevo assolutamente portare la mascherina, come quella dei chirurghi , per evitare di prendermi malattie dalle altre persone. Nonostante fu davvero terribile, quest’ultima terapia finalmente funzionò!

Il passo successivo, per guarire totalmente, era condurre il trapianto di midollo, ma non quello che si sente comunemente nei film, quello che si fa attraverso le cellule staminali della persona. Si chiama trapianto autologo, e funziona così: ti vengono prelevate le cellule staminali sotto forma di sangue, che poi vengono conservate e ripulite, in attesa di infonderle nuovamente nel tuo corpo. 

Per trapianto invece, si intende tutto il periodo in cui devi stare chiuso in una camera sterile: i primi 6 giorni li passi facendo chemioterapia no-stop che ti distrugge completamente il midollo, e quindi non hai più difese immunitarie , globuli bianchi, rossi, piastrine ecc…

All’ottavo giorno, ti vengono infuse le cellule staminali che hai precedentemente prelevato, e da quel momento il tuo corpo inizia a riprendersi: per farvi capire meglio, è come essere un bambino neonato. La difficoltà del trapianto è lisolamento, ovvero una stanza in cui non puoi muoverti, devi solo rimanere a letto, non puoi quasi mai mangiare e sei costretto a stare confinato li dentro per circa 20 giorni. 

Inoltre, possono venire a trovarti solo 4 persone a tua scelta , una al giorno ovviamente, perché altrimenti c’è il rischio che ti portino dentro tutti i batteri dal ”mondo esterno”.

E’ stato veramente difficile per me, non augurerei una cosa del genere neanche al mio peggior nemico, ma era l’unica via per arrivare alla guarigione totale. Feci il trapianto nel Febbraio 2016 e dopo esattamente 19 giorni, mi hanno fatto tornare a casa. Stavo uno schifo, come tutti quelli che hanno fatto il trapianto d’altronde, ma non è finita qui. 

Appena iniziai a riprendermi leggermente, inaspettatamente mi beccai una polmonite: quest’ultima mi  ridusse uno straccetto, ancora di più di quanto lo ero già. A quel punto non ce la feci più, impazzii davvero! 

Mi ricoverarono di nuovo, per un tempo simile  a quello del trapianto, in una stanza di isolamento identica a quella in cui ero appena stata! Credo di esserci  uscita di testa, dopo quasi due anni di ricoveri, chemioterapie, operazioni varie ecc…ho dato di matto anch’io e ho smesso di essere la ragazza forte che ero sempre stata. 

C’è voluto tanto tempo per riprendermi da questa batosta, anche perché da quel momento lì, è subentrata un’altra patologia che si chiama Fibromialgia: è una patologia particolare e rara, che ti fa sentire dolore in tutto il corpo anche quando non c’è. Mi è stato detto che può essere dovuta ad un crollo generale dei nervi periferici e dei recettori del dolore…

Ma torniamo al mio linfoma, dopo mesi di controlli vari e dopo aver fatto anche un po’ di radioterapia nel Giugno 2016 per completare il mio percorso e ammazzare definitivamente il tumore, forse iniziavo ad ottenere qualcosa di buono. 

Finalmente, nel Settembre 2016 ho ottenuto una remissione completa! Dopo tutto questo tempo e tutto quello che ho dovuto affrontare, ho vinto io! La mia vita da quel momento è migliorata tantissimo, anche il mio umore generale è molto migliorato: finalmente potrò ricominciare a comportarmi come una ventenne normale. 

Tra pochi giorni mi iscriverò finalmente a patente e inizierò a cercare un lavoro, perché non sono sicura di voler studiare o lavorare, sono ancora un po’ confusa…d’altronde non avevo messo in conto di poter riprendere la mia vita così velocemente, l’ultimo anno mi aveva un po’ fatto perdere le speranze. 

Non smetterò mai di ringraziare le persone che mi sono state vicine in questi due lunghi anni! Senza di loro non ce l’avrei mai fatta! E colgo l’occasione per ringraziare anche ElebBlog, per avermi permesso di scrivere questo articolo per il suo bellissimo Blog !

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Grazie di cuore.

Alice<3

Credo che nessuna persona al mondo possa rimanere indifferente a ciò che questa ragazza ha deciso di raccontare: leggere le testimonianze di chi è riuscito a superare lo scoglio di questa brutta malattia, è una salutare iniezione di speranza e gioia.

A volte accadono cose a cui non si è preparati, situazioni che mai avresti pensato di dover affrontare…nonostante tutto, il sorriso e la speranza non devono mai mancare.

Anche quando la strada sembra solo in salita e tutto è tremendamente difficile, bisogna trovare la forza dentro di noi per andare avanti, anche appoggiandoci alle persone che ci vogliono bene.

Alice è stata così gentile e disponibile, da permettermi di farle una piccola intervista: in qualche modo ci siamo anche divertite!

Se siete interessati, continuate a leggere 🙂

INTERVISTA AD ALICE ❤

  • Ciao Ali, come stai oggi? Come vivi?

”Allora, vediamo un po’… ora bene! Non ho più quella grandissima preoccupazione di non guarire e questo è già un grande traguardo per me! L’ultimo anno di cure mi aveva veramente amareggiato, ma ora non c’è più bisogno di essere preoccupati, perché sono in remissione completa. Ogni tanto mi fermo a pensare che la malattia, potrebbe tornare da un momento all’altro, ma sono pensieri che mi vengono in mente di rado. La cosa che ancora mi tormenta da morire è la Fibromialgia, perché è una malattia che mi è venuta come conseguenza delle terapie, dei farmaci ecc., ma non ne sono del tutto sicuri i dottori, non sono sicuri di niente. Inoltre non sanno se mi passerà a breve, se dovrò aspettare anni o se dovrò tenermela per tutta la vita. Questa cosa è assai snervante, perché si fa molta fatica a vivere con un dolore costante in tutto il corpo, tutti i giorni, a tutte le ore, è l’unica cosa che mi tormenta ancora. Spero di distrarmi da questa cosa, ora che posso riprendere in mano la mia vita.”

  • Deve essere stata molto dura affrontare una malattia di questo calibro, specialmente così giovane…C’è qualcuno che ti è rimasto accanto più di quanto ti saresti aspettata?

”Giorgio, il mio fidanzato, è al primo posto in assoluto. Infondo quando mi sono ammalata stavamo insieme da nemmeno 6 mesi e aveva tutto il diritto di mandarmi a quel paese e di scappare e invece non l’ha mai fatto. Ha sopportato e visto cose che voi umani non potete neanche immaginare ahaha, a parte gli scherzi , davvero lui è la persona che mi ha sorpreso di più. Al secondo posto a pari merito, ci sono alcune mie amiche che terrò in anonimo, tra cui una ragazza, a cui voglio un bene dell’anima, che ho conosciuto in ospedale. Nonostante la lontananza, perché lei abita al sud Italia, ci sentiamo sempre e soprattutto possiamo parlare di cose riguardanti la malattia, che le altre nostre amiche non capirebbero mai, mi sono affezionata tantissimo a lei.”

  • Pensi di essere cambiata davvero molto dopo ciò che ti è successo? Quali tratti del tuo carattere hai mutato in modo particolare?

”Sì, sono cambiata troppo. Un po’ in meglio, per esempio sono diventata più estroversa, sono diventata più sicura di me, soprattutto dopo essere stata tanto tempo senza i capelli, ma sono cambiata anche in peggio; sono diventata più sensibile a quello che mi dicono gli altri, se devo affrontare un litigio o una discussione ci rimango il doppio più male di prima, ho un modo di soffrire veramente esagerato, non so perché, ma già prima ero una ragazza sensibile, ora lo sono ancora di più.

Una cosa in cui sono cambiata e che ora sto cercando in tutti i modi di migliorare, è che dopo aver passato tutto questo tempo a contatto con adulti, medici, infermieri ecc. che mi trattavano come la solita malata oncologica, faccio una fatica assurda a ragionare come una ragazza normale di 20 anni che sta bene, sembrerà una stupidata ma non lo è. Ho fatto un sacco di sbagli per colpa di questa cosa. Quello che devo fare adesso è “svecchiarmi” ovvero ritornare una ragazza normale.”

  • Da cosa è nata l’idea di narrare il tuo percorso di lotta contro la malattia sui social?

”E’ nata dal momento in cui ho iniziato a dire ai miei amici, ai miei compagni di classe ecc. che avevo scoperto di essere malata. In poco tempo tutta la città dove abito è venuta a saperlo, era inevitabile d’altronde e ogni cosa che scrivevo su Facebook avevo un sacco di commenti di persone che mi incoraggiavano ad andare avanti a combattere questa cosa.

Successivamente ho iniziato a cercare supporto nell’associazione Adolescenti e Cancro, per parlare con ragazze che avevano passato la mia situazione. Da lì, ho capito che c’era un mondo intero nei social network , che parlava del cancro e che dava speranza alle persone malate. Ho desiderato così di farne parte anch’io, per aiutare gli altri ad avere un po di speranza in più , ma anche per aiutare me stessa . Ho iniziato così a scrivere e postare foto , da pelata, in ospedale, con la parrucca ecc…e a fregarmene del giudizio della gente. Questa cosa mi è servita molto anche per proteggermi dalle prese in giro delle ragazze. Sapevo già che avrebbero notato il taglio di capelli, la pelata e successivamente la parrucca, perché le femmine sanno essere tremende e io non volevo dar loro modo di prendermi in giro. Quindi pensai: se io in primis, faccio vedere che non me ne frega niente di mostrarmi con la mia bella pelata, non do nemmeno un solo motivo alle altre persone di giudicarmi o deridermi. E così è stato, a parte qualche caso eccezionale di persone veramente cattive e infime.”

  • Non hai mai temuto il giudizio della rete social, raccontando ciò che stavi passando?

”Sinceramente no, perché sapevo già che qualcuno poteva non essere d’accordo con me, come succede spesso anche con altri argomenti, ma non mi importava, ognuno ha il suo parere e raccontarmi mi faceva stare bene, mi fa stare bene ancora adesso. Quando poi ho iniziato a stare molto più male, ho smesso di scrivere e postare foto di me in ospedale, perché in quel periodo non c’era niente di bello ed ero particolarmente conciata male. Non me la sentivo di parlare con nessuno e mi sono chiusa in me stessa. Ora che sto meglio , continuerò tramite il blog , a scrivere il mio libro, e verranno pubblicate per la prima volta le foto di quando stavo veramente male, e i racconti di quello che ho affrontato. Insomma anche io non sono fatta di ferro, e ho dovuto prendermi una pausa da tutto a metà delle mie cure.”

  • Sei fidanzata ormai da diverso tempo, come avete affrontato la notizia all’interno della coppia?

”Per risponderti a questa domanda, ho voluto chiedere anche il parere del mio fidanzato, mi sembrava giusto sapere anche il suo punto di vista e non sempre e solo il mio.

Giorgio: ”Io e Alice siamo fidanzati da quasi tre anni , e si può dire , che non sono stati certo anni noiosi , soprattutto dal giorno in cui ricevemmo la brutta notizia ! Era una giornata di ottobre e io sapevo che Alice era andata a fare una visita , l’ennesima , per scoprire cosa ci fosse dietro a quella brutta tosse ..sinceramente non ci davo tanta importanza perché si poteva pensare ad una polmonite o cose simili ..invece a un certo punto mi squillò il telefono , risposi e da lì tutto cambiò ! Sentii un vuoto…poi lei piangere e infine una frase secca: ho il tumore!

Mi infuriai con lei , stava dicendo per me una cosa inconcepibile , non poteva essere vero! Non a lei! Non così giovane! Non le diedi retta e iniziai a insultare il medico che le disse ciò ! Come poteva affermare una cosa così grave che ti può cambiare la vita da una sola visita ?!? La tranquillizzai e le dissi che avremmo dovuto far altre visite e che tutto sarebbe andato per il meglio e che si sbagliava! Ne ero convinto , ma sentivo in minima parte che poteva essere vero…ma questo non dovevo assolutamente farlo trasparire! Quando andai a prenderla a casa, lei era distrutta , la consolai il più possibile facendole capire che non era nulla di certo , ero molto fermo sul mio punto di vista! Poi la incoraggiai e le dissi che se mai fosse stato vero, era giovane e poteva di certo guarire e che io per lei ci sarei sempre stato..sempre ! E da quel giorno ci fecimo forza l’un l’altro! Sempre di più!”

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Alice: ”Che dire, sono stata molto molto fortunata a trovare Giorgio! Stavamo insieme da neanche 6 mesi quando è accaduto, e lui da allora non mi ha mai abbandonato. Ma la cosa che ho sempre ammirato di lui, è la forza, la forza di non farmi vedere che anche lui stava male, la forza di non farsi vedere da me triste, e la forza di farmi ridere lo stesso, nonostante tutto, che è la cosa che amo di più di lui!

In queste situazioni scherzare sulla malattia, scherzare sugli avvenimenti brutti, è di vitale importanza per combatterli! Sembra una cavolata ma non lo è, molte volte ridere del problema è fondamentale, non bisogna sempre abbattersi e piangere per quello che ci capita nella vita. Lui ha sempre saputo cosa mi serviva per essere più forte e per non deprimermi e mi ha aiutato tanto in questo. Se avessi avuto un altro tipo di persona affianco non sarei durata 2 giorni. Una cosa che a pensarci mi fa ancora molto male, è pensare cosa ha dovuto sopportare lui, vedermi star male, vedermi confinata a letto praticamente sempre, ma soprattutto due avvenimenti particolari che sono stati davvero duri per entrambi.

Uno è quando stavo facendo l’ultima chemioterapia, la più pesante, la prima volta che la feci finii in uno stato di trans perché i miei battiti scesero sotto i 50, me ne stavo a letto al buio senza capire cosa stava succedendo in torno a me attaccata appunto alla macchina che rileva i battiti cardiaci. Questo stato quasi vegetativo durò ben poco, forse 2 giorni, io non me lo ricordo perché non capivo niente, e Giorgio usciva dal lavoro e veniva a trovarmi , stava li un’oretta, la sua pausa pomeridiana, seduto su una sedia a tenermi la mano e aspettava, io non so se c’è l’avrei fatta se fosse stato il contrario.

Il secondo avvenimento invece è quando ero in trapianto o quando ho avuto la polmonite, che non potevo nemmeno uscire dalla stanza, stavo male psicologicamente, piangevo sempre e anche li lui ha sempre cercato di tirarmi su il morale o per lo meno di non trasparire le emozioni che aveva in quel momento. Abbiamo sopportato tanto entrambi e ora la cosa fondamentale, secondo me, è ricordarci sempre tutto quello che abbiamo affrontato insieme. Io gli sarò sempre grata per tutto quello che ha fatto per me.”

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  • Tutti sanno che la caduta dei capelli è solitamente, uno dei principali effetti collaterali della chemioterapia. Soprattutto per le ragazze, può essere un trauma: che consigli vuoi dare alle persone con il cancro per rimanere se stesse, nonostante i cambiamenti d’immagine che sono tenute ad affrontare?

”Innanzitutto per coloro, che purtroppo dovranno affrontare la chemioterapia consiglio di tagliare i capelli gradualmente come avevo fatto io. Se avete i capelli lunghi lunghi, magari in primis fare un bel taglio sopra le spalle, poi uno ancora più corto e così via. E’ traumatico vedersi senza capelli la prima volta, ma poi ci si abitua, a me sono caduti e ricresciuti 3 volte, tant’è che me li rasavo da sola, da tanto che ero abituata. Sono sempre stata una persona decisa a tenere la propria immagine anche durante le terapie, volevo far vedere a gli altri che stavo bene e che volevo essere bella lo stesso, così decisi di buttarmi nel mondo delle parrucche. E ragazze fatelo anche voi! Perché nel 2016 ci sono parrucche stratosferiche che non si muovono e non si vedono che sono finte! Vi lascio 3 nomi di centri specializzati nelle parrucche oncologiche, su Milano e provincia e mi raccomando, non compratele dai cinesi o in posti dove costano veramente poco perché fanno solo male ai vostri futuri capelli e alle nostre belle testoline pelate!!

  •  Il primo centro specializzato in parrucche che voglio mostrarvi, è un’associazione che si chiama CANCRO PRIMO AIUTO  a cui ci si può rivolgere per fare una parrucca il cui costo è una donazione decisa dall’acquirente.
  •  Il secondo è LA CASA DELLA PARRUCCA  dove io stessa ho acquistato la parrucca che ho sempre usato, di capelli sintetici, nera e lunga come i miei capelli veri. Mi sono trovata davvero bene la utilizzerei ancora adesso che mi stanno ricrescendo i capelli ahaha.
  •  Infine troviamo LA CLINICA DELLA PARRUCCA .

Questi sono i 3 centri più famosi e innovativi di Milano, il mio consiglio per le donne che affronteranno la affronteranno la perdita dei capelli è di provate una parrucca perché può aiutarvi davvero tanto, aumenta l’autostima, vi fa sentire ancora belle e soprattutto normali! Ma sopratutto distoglie gli sguardi indiscreti e fastidiosi della gente che spesso guardano con insistenza i malati di cancro che portano il foulard ! Non abbiate pregiudizi verso la parrucca prima di non averne provata una.”14962608_10211020305924704_1518374640078326990_n

  • Cosa diresti a chi oggi sta combattendo contro il cancro?

Tenete duro! Perché nel 2016 si può guarire, con la forza, la tenacia e l’aiuto delle terapie odierne certo, ma si può guarire! Non è una passeggiata, questo è certo, ma ne vale davvero la pena. Bisogna sempre cercare di sopravvivere non tanto per noi stessi, ma per le persone che ci stanno accanto, perché saranno loro a soffrire di più quando noi non ci saremo più! Non rifiutate le cure, combattete fino allo sfinimento, non abbandonate le persone che vi stanno vicino!”

  • Pensi che la tua malattia, seppure in un modo così brutto, ti abbia regalato qualcosa?

”Sì, purtroppo sì. In meglio e in peggio come già dicevo nella domanda n.3. Quello che mi ha regalato è una maggiore sensibilità per le persone che soffrono e non, diciamo che ora sono più sensibile a tutto, anche verso cose che risulterebbero banali per molte persone. Capisco molto di più il dolore degli altri e non solo di quelli che hanno avuto il tumore, ma anche di coloro che hanno perso qualcuno di caro, fino ad andare alle cose che possono risultare banali come chi si è appena lasciato con la fidanzata ecc…

Diciamo che ora ho un’altra visione del mondo, molto più aperta, e poi soprattutto mi ha regalato una voglia di vivere che prima non avevo, prima ero una persona molto pigra , ora nonostante che il mio fisico non me lo permetta ancora, voglio fare di tutto e di più, infondo devo recuperare i miei 18, 19 e 20 anni !!! Odio le persone, comprese le mie amiche che mi dicono la classica frase “CHE BELLA VITA CHE FAI!” solo perché ora ho avuto un po di tempo libero per me, scusate e se ho fatto 2 anni a star male e a non poter fare niente!

Anche io vorrei stare bene come loro e poter lavorare 12 ore al giorno in piedi ! Invece no è due anni che sono bloccata e non posso fare nulla, forse tra poco riuscirò a ottenere il permesso per lavorare ma sempre entro i limiti della mia disabilità. Vorrei stare bene anch’io per andare all’università tutti i giorni come i miei coetanei, e invece NO! non ci riesco, ci ho provato e non c’è la faccio, mi stanco ancora troppo! L’unica cosa a cui posso aspirare quest’anno è trovare un lavoro adatto a me e alle credenziali della mia disabilità.”

  • Concludiamo con l’ultima domanda…Come vedi il tuo futuro?

”Sinceramente? Non lo so, sono contentissima e grata di essere viva ma non vedo certo un futuro tutto rose e fiori. Troppi effetti collaterali, troppe cose che non vanno ancora nel mio corpo e troppa paura di avere una ricaduta. Anche adesso ho una paura tremenda dei controlli che verranno, non so cosa farei se mi dicessero che il tumore è tornato… Per ora voglio cercare di tornare in forma più che posso e di ottenere il permesso per lavorare, almeno così mi sentirei una persona normale , con un posto nel mondo, e non solo la ragazza malata che deve curarsi! Ora il primo passo sarà fare la patente, poi a dicembre mi daranno finalmente tutti i documenti necessari per lavorare in categoria protetta.

Sicuramente ci saranno tempi migliori rispetto a quelli che ho passato in questi ultimi anni, ma è inutile cercare di dimenticare, sono cose che non si dimenticano mai! Bisogna solo cercare di utilizzarle, per vivere al meglio il futuro e ricordarci sempre quanto siamo fortunati noi , ad essere vivi, a stare bene e ad avere qualcuno che ci vuole bene.”

Sono davvero contenta di pubblicare questo articolo, non vedevo l’ora che arrivasse il momento…ed ECCOLO QUI!

Ti ringrazio tantissimo per esserti aperta così, per avermi dato la possibilità di raccontare la tua storia su questo mio piccolo spazio nel mondo del web. Fare questo articolo insieme a te è stato molto bello, anche se ammetto che di lacrime ne sono scese abbastanza. Continua con questa forza piccola combattente, porta sempre con te il tuo sorriso e non mollare mai. 

Che dire Ali? HAI VINTO TU. ❤

( Le comiche per fare queste foto…ahhahah )

Questi sono i social di Alice:

Un bacione grande!

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WORDS – TELEFONO ROSA (WOMEN RUN THE SHOW)

Words è il primo spot firmato Telefono Rosa ideato, diretto e interpretato da donne che hanno subito violenza domestica, nato dal progetto Women Run The Show. Per la prima volta, il messaggio sociale nascosto dietro lo spot viene lanciato dalle vittime in persona.

Autrici di una storia difficile da raccontare. Protagoniste di una vita che deve ricominciare. Alla regia di un futuro che non può più aspettare.

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Amarsi è la strada giusta

Buongiorno ragazze ❤ ❤ ❤

Voglio dirvi una cosa, voglio DIRCI una cosa: qualsiasi sia la “moda” del momento, magra o non magra, curvy o non curvy, noi dobbiamo essere noi stesse.

Bisogna amarsi, accettarsi e perché no, anche migliorarsi. Così non vi andate bene e volete perdere qualche chilo? FATELO, ma non andate in crisi, non andate in fissa o in esaurimento, il cibo è buono! Concedetevi ciò che vi piace e fate sport, che non fa mai male.

Dovete fregarvene se la vostra “icona di stile” pesa 45 kg, fregatevene se la vostra migliore amica ha una 5 di seno e voi siete piatte, fregatevene. Sapete perché? Perché ogni donna è unica nel suo genere. Perché ogni donna deve prendersi cura di sé, non deprimersi guardando ciò che sembra perfetto nelle altre.

Io in generale sono contro gli stereotipi, davvero esiste una perfezione assoluta? Non credo.

Non siamo perfette ragazze… ma siamo belle perché ci sentiamo belle!

E oltre a dirlo a voi…lo dico anche a me.

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